Ecodesign e Upcycling per il futuro del Food System

Responsabilità condivisa e nuove opportunità nella filiera alimentare grazie all’attuazione delle logiche innovative di Circular Economy

La gestione lineare che ha caratterizzato il sistema produttivo e di consumo del cibo nell’ultimo secolo è stata causa di degrado ambientale e sociale: ciò ha contribuito all’impoverimento della dotazione di capitale naturale e culturale e all’inquinamento trasversale dal campo allo stomaco, con il risultato di un cibo spesso povero di nutrienti come di valori.

Per invertire la rotta e interrompere la catena di depauperamento, di cui siamo esecutori e vittime, è necessario intervenire tempestivamente e con metodo attuando le logiche di economia circolare sostenute non solo dagli organismi europei e internazionali ma anche dai consumatori.

 

La Circular Economy nell’agroalimentare

 

Secondo il recente report di Symbola, l’Italia è medaglia d’oro per recupero e riciclo di rifiuti, con un incoraggiante 19,3% di tasso di circolarità di materia nell’economia (contro l’11,9% della media EU). Oggi, questo percorso deve essere ulteriormente rafforzato e sviluppato: per la filiera agroalimentare, il Green Deal europeo supporta la strategia “From Farm to Fork” (Dal produttore al consumatore), riconoscendo i legami inscindibili tra persone, società e pianeta sani.

La transizione verso la Circular Economy presuppone, quindi, nuove modalità di produzione e consumo e una valorizzazione massima di prodotti, materiali e risorse relegando al minimo la produzione di rifiuti. In questo contesto emergono con forza i concetti di Ecodesign e Upcycling.

 

La catena del valore nel Food System

 

Ecodesign e Upcycling sono le parole chiave con cui si declina l’economia circolare nella filiera agroalimentare. Il primo concetto descrive la scelta di privilegiare risorse materiali ed energetiche rinnovabili: questo si traduce nell’impiego di materiali 100% recyclable e potenzialmente “infiniti” (come vetro e acciaio) per un packaging sostenibile, di cui si punta a mantenere la purezza lungo tutta la filiera attraverso logiche di mono-materialità e tecnologie avanzate di disassemblaggio e recupero. A questo si aggiunge il rinnovato valore attribuito a prossimità e km 0, sia nell’utilizzo razionale di risorse localmente disponibili, sia nella simbiosi industriale e territoriale su scala locale.

L’Upcycling, invece, rappresenta la trasformazione di ciò che viene considerato rifiuto o scarto per un ciclo produttivo in una risorsa ad alta redditività per un’altra filiera. A differenza di quanto avviene tradizionalmente con i processi di riciclo, in cui spesso si determina una perdita di valore della materia (Downcycling), nei casi di Upcycling il valore della risorsa è mantenuto o addirittura incrementato, portando risultati straordinari in termini di produttività, nuove opportunità di mercato e riduzione dei costi di smaltimento.

Il mercato odierno dimostra quanto l’economia circolare sia una direttrice di sviluppo indispensabile, per il pianeta e le persone, in quanto sinonimo di responsabilità condivisa e nuove opportunità di sviluppo e lavoro. Grazie alla Circular Economy for Food si sta progressivamente sviluppando un concetto innovativo di qualità di sistema, che abbraccia il valore del cibo nella sua diversità bio-culturale e la salda alla catena del valore in sistemi aperti.

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