6 Best Practices di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale

La corsa a innovazione e digitalizzazione deve tener conto dell’impatto ambientale e sociale che produce: ecco come i piani strategici a lungo termine promuovono una transizione ecologica responsabile

Di sostenibilità se ne parla sin dagli ultimi decenni del XX secolo, eppure mai come oggi assume primaria rilevanza nella collettività quanto nel tessuto produttivo. Affinché il dibattito sulla sostenibilità produca impatti reali, è indispensabile che venga accompagnato da una precisa assunzione di responsabilità che nelle organizzazioni, pubbliche e private, si traduce nella Corporate Social Responsability.

Ma cosa significa “essere socialmente responsabili”? E quali sono le azioni pratiche da mettere in campo?

 

La Corporate Social Responsability tra etica e ambiente

 

Le imprese “socialmente responsabili” e “sostenibili” lavorano quotidianamente per tradurre le parole in fatti concreti. Tra le azioni più comuni, troviamo:

  • Diritti dei lavoratori: tutelare il capitale umano significa creare ambienti di lavoro salubri e sicuri in ottica Safety First e investire nell’incremento diffuso a tutti i livelli delle competenze relazionali e digitali necessarie oggi per stare al passo con il mercato che cambia.
  • Pari opportunità: in Italia solo il 28% del Top Management è donna. Garantire pari opportunità di carriera e crescita professionale è uno degli obiettivi più impegnativi del decennio.
  • Diversità e inclusione: sempre più organizzazioni si impegnano a favorire la cultura della pluralità, eliminando qualsiasi fenomeno discriminatorio, preconcetto e pregiudizio che minacci il clima aziendale e il benessere individuale.

 

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, le imprese devono valutare e monitorare quegli aspetti della loro attività che possano inficiare, direttamente o indirettamente, la qualità di vita della collettività. Estrazione di materie prime, uso scorretto o intensivo di materiali non rinnovabili, prodotti chimici inquinanti, produzione di rifiuti e smaltimento inadeguato, eccesso nei consumi energetici e idrici, tutti esempi che derivano spesso da mancanza di politiche di ottimizzazione e razionalizzazione degli sprechi.

Essere socialmente responsabili significa perciò intraprendere azioni che migliorano le condizioni lavorative, proteggono l’ambiente e in ultimo tutelano la collettività. Se per le aziende produttive è semplice immaginare le azioni che minimizzano l’impatto ambientale, per le aziende di servizi e del terzo settore è necessario fare un passo in più. Ecco, dunque, una lista di best practices che consentono di operare la transizione ecologica in modo responsabile.

 

Best practices per un’impresa green e responsabile

 

  • Corporate Policy: incorporare i valori della protezione dell’ambiente nel documento programmatico di politica aziendale, affiancandoli da precisi obiettivi di business.
  • Stakeholder Management: comunicare il proprio impegno nella transizione ecologica a tutte le parti interessate, affinché diventi un impegno condiviso tra Leadership aziendale e investitori, clienti, fornitori strategici, personale.
  • Filiera certificata: adottare specifici criteri di acquisto di materie prime, privilegiando merci di cui è nota l’origine e la tracciabilità lungo tutta la catena di fornitura, e ricorrere a fornitori certificati ISO 9001, ISO 14001, FSC o provvisti di etichettatura ecologica.
  • Servizi Green: verificare che i propri partner di servizi esternalizzati siano allineati ai requisiti di responsabilità, sostenibilità e tutela ambientale.
  • Energy Supply: acquistare energia derivante da fonti rinnovabili o a basso impatto ambientale.
  • Industry 4.0: implementare tecnologie di ultima generazione, AI e sistemi di gestione dei dati permette non solo di ridurre l’impatto sull’ambiente, ma anche di velocizzare processi, servizi e attività di Customer Care.

 

Vantaggi tangibili della sostenibilità

 

Secondo le più recenti statistiche dell’ISTAT, le aziende sostenibili crescono in efficienza dal 5% al 15%. Essere più efficienti e veloci garantisce, oltre a una fisiologica riduzione degli sprechi, di evadere più commesse nello stesso tempo e ottenere ripercussioni positive sul fatturato. Inoltre, le imprese green sono avvantaggiate nella partecipazione a gare e appalti indetti dalla PA e accedono più facilmente ad agevolazioni e finanziamenti, pubblici e privati.

Insomma, le organizzazioni che implementano con metodo le logiche di circolarità e transizione ecologica nel proprio modello di business, incrementano la loro competitività a tutto tondo e ottengono un posizionamento privilegiato sul mercato.

 

Matteo Pivotto, HSE Consultant

 

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