PPWR: cos’è, cosa prevede e come adeguarsi entro agosto 2026

PPWR: obblighi, scadenze e impatti del nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi per produttori, utilizzatori e supply chain

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation), le aziende europee stanno entrando in una nuova fase della gestione del packaging. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo: il PPWR rappresenta uno dei tasselli fondamentali del Green Deal europeo e del Piano d’Azione per l’Economia Circolare, con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, aumentare il riciclo, favorire il riutilizzo e rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo più sostenibili lungo l’intero ciclo di vita.

 

Cos’è e quando entra in vigore il PPWR

A differenza della precedente Direttiva 94/62/CE, il PPWR è un regolamento. Questo significa che le sue disposizioni sono direttamente applicabili negli Stati membri e non richiedono recepimenti nazionali che potrebbero generare interpretazioni differenti. Per le imprese ciò si traduce in maggiore uniformità, ma anche in responsabilità più chiare e immediatamente esigibili.

La data da segnare sul calendario è il 12 agosto 2026, momento a partire dal quale gran parte degli obblighi inizierà ad applicarsi concretamente. Molte aziende, tuttavia, stanno già ricevendo richieste di informazioni e dichiarazioni da clienti e committenti, segnale evidente che il mercato si sta muovendo prima ancora della piena applicazione della norma.

 

A quali soggetti della filiera si applica il regolamento PPWR?

Uno degli aspetti più importanti del PPWR è il fatto che non riguarda esclusivamente chi produce imballaggi. Il regolamento coinvolge infatti tutti gli operatori economici che, a vario titolo, progettano, acquistano, utilizzano, importano o immettono sul mercato prodotti imballati.

Per comprendere correttamente i propri obblighi è indispensabile definire il ruolo ricoperto nella filiera.

 

Fabbricante di Imballaggi

È il soggetto che definisce caratteristiche e specifiche tecniche dell’imballaggio e che deve garantire il rispetto dei requisiti di sostenibilità previsti dal regolamento. A lui spettano attività quali la predisposizione del fascicolo tecnico, la valutazione della conformità e la redazione della Dichiarazione di Conformità UE.

Utilizzatore di imballaggi

È l’azienda che acquista packaging da terzi per confezionare e commercializzare i propri prodotti. In questo caso la responsabilità tecnica dell’imballaggio resta in capo al fabbricante, ma l’utilizzatore deve raccogliere, verificare e conservare la documentazione che dimostra la conformità degli imballaggi impiegati.

 

Nella pratica molte imprese si trovano in una situazione intermedia. È il caso, ad esempio, di aziende alimentari che sviluppano internamente un packaging personalizzato e lo fanno produrre da un terzista. In questi contesti il ruolo di semplice utilizzatore non è sufficiente: l’azienda può assumere responsabilità assimilabili a quelle del fabbricante.

 

Dal rifiuto all’imballaggio: come il PPWR rivoluziona la progettazione del packaging

Il PPWR cambia radicalmente prospettiva. Per anni il focus normativo si è concentrato soprattutto sulla gestione del rifiuto; oggi l’attenzione si sposta a monte, sulla progettazione dell’imballaggio.

L’idea alla base del regolamento è semplice: un imballaggio sostenibile deve essere pensato fin dall’origine per ridurre il proprio impatto ambientale. Questo significa limitare peso e volume al minimo necessario, eliminare componenti superflui, ridurre gli spazi vuoti e favorire soluzioni che possano essere riutilizzate o riciclate in modo efficiente.

Tra le novità più rilevanti vi è proprio l’obbligo di minimizzazione. Gli imballaggi non potranno essere sovradimensionati o progettati esclusivamente per creare un effetto visivo di maggior valore del prodotto. La Commissione europea punta, infatti, a contrastare gli imballaggi eccessivi e a ridurre il volume complessivo dei rifiuti generati.

Questo approccio rende il packaging una vera e propria leva di progettazione sostenibile, richiedendo il coinvolgimento non solo delle funzioni qualità e compliance, ma anche di acquisti, marketing, ricerca e sviluppo e supply chain.

 

Riciclabilità nel PPWR: nuovi criteri, classi di performance e requisiti

Uno dei pilastri del regolamento riguarda la riciclabilità degli imballaggi.

Non sarà più sufficiente affermare che un materiale è teoricamente riciclabile. Il PPWR introduce un sistema di classificazione basato sulle effettive prestazioni di riciclo, distinguendo gli imballaggi nelle classi A, B e C. Gli imballaggi che non raggiungeranno le soglie minime previste non potranno essere immessi sul mercato europeo.

In prospettiva questo comporterà conseguenze significative soprattutto per le soluzioni multimateriale, per alcuni packaging barriera e per tutti quei formati che oggi presentano criticità nei processi di raccolta e selezione.

La riciclabilità non sarà inoltre un tema puramente ambientale: avrà impatti economici diretti attraverso i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che tenderanno a premiare gli imballaggi più facilmente riciclabili mediante meccanismi di eco-modulazione dei contributi.

 

PFAS, sostanze critiche e materiali a contatto con alimenti

Particolare attenzione merita il tema delle sostanze chimiche: il regolamento prevede restrizioni specifiche per le PFAS negli imballaggi destinati al contatto alimentare, introducendo limiti molto stringenti che saranno applicabili dal 12 agosto 2026. L’obiettivo è ridurre l’esposizione dei consumatori a sostanze persistenti e potenzialmente nocive per salute e ambiente.

Per le aziende del settore alimentare questo comporta un ulteriore livello di complessità perché la conformità al PPWR non sostituisce infatti la conformità alle normative MOCA. Le due discipline devono convivere e integrarsi. In altre parole, un imballaggio alimentare dovrà essere contemporaneamente conforme ai requisiti ambientali del PPWR e ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione sui materiali e oggetti a contatto con gli alimenti.

 

La centralità della documentazione nel PPWR: come gestire conformità e controlli

Se esiste un elemento che accomuna praticamente tutte le aziende coinvolte dal PPWR, è il rafforzamento della catena documentale.

Per i fabbricanti ciò significa predisporre fascicoli tecnici completi, raccogliere evidenze, test, analisi e dichiarazioni a supporto delle valutazioni effettuate e redigere la Dichiarazione di Conformità UE.

Per gli utilizzatori significa invece costruire un sistema strutturato di raccolta e gestione delle dichiarazioni ricevute dai fornitori. Molte richieste che oggi arrivano dai clienti non riguardano infatti analisi di laboratorio o certificazioni aggiuntive, ma la dimostrazione che l’intera catena documentale sia sotto controllo.

Per questo motivo il PPWR deve essere letto non solo come una norma tecnica, ma anche come un nuovo requisito di governance della supply chain.

 

Dal PPWR alla sostenibilità aziendale

Ridurre il PPWR a un semplice obbligo legislativo sarebbe un errore; le informazioni che le aziende dovranno raccogliere per dimostrare la conformità degli imballaggi coincidono spesso con gli stessi dati richiesti dai percorsi ESG, dalle rendicontazioni di sostenibilità e dalle valutazioni di filiera sempre più richieste da clienti, investitori e istituti finanziari.

Riciclabilità, contenuto riciclato, presenza di sostanze critiche, sistemi di riuso e impronta ambientale del packaging sono elementi che stanno assumendo un peso crescente anche all’interno delle politiche di sostenibilità aziendale. Le organizzazioni che inizieranno per tempo a strutturare questi dati non solo saranno più preparate sotto il profilo normativo, ma disporranno anche di un patrimonio informativo utile per dialogare con clienti, GDO, gruppi multinazionali e stakeholder finanziari.

 

Come Resolve supporta le aziende

L’esperienza che stiamo maturando sul campo mostra che la principale difficoltà delle imprese non è comprendere l’esistenza del PPWR, ma tradurre il regolamento in azioni concrete.

Per questo Resolve affianca le organizzazioni lungo il percorso di adeguamento, partendo dalla corretta qualificazione del ruolo aziendale nella filiera e dalla mappatura degli imballaggi utilizzati.

Per gli utilizzatori supportiamo la costruzione della catena documentale, la raccolta delle dichiarazioni dei fornitori e la gestione delle richieste provenienti dai clienti. Per i fabbricanti affianchiamo le attività di assessment del portfolio imballaggi, la verifica dei requisiti PPWR, l’impostazione del fascicolo tecnico e la predisposizione della documentazione di conformità.

L’attività non si limita però all’ambito normativo. Il PPWR può essere integrato nei sistemi di gestione aziendale, nei processi di qualifica fornitori, nelle procedure qualità e nei percorsi ESG e CSRD, trasformando un obbligo regolatorio in un elemento di competitività e di creazione di valore.

 

Conclusioni

Il PPWR segna l’inizio di una nuova stagione per il packaging europeo. Riciclabilità, contenuto riciclato, riuso, riduzione degli sprechi, gestione delle sostanze critiche e tracciabilità documentale non saranno più temi opzionali, ma componenti essenziali della conformità aziendale.

Le imprese che affronteranno il regolamento con un approccio strategico avranno l’opportunità di non limitarsi a rispettare una norma, ma di ripensare il proprio modello di gestione degli imballaggi in chiave di efficienza, sostenibilità e competitività. E proprio in questo passaggio il supporto consulenziale diventa determinante: perché il PPWR non richiede soltanto di essere compreso, ma di essere concretamente implementato all’interno dell’organizzazione.

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