Il piano welfare come sinonimo di benessere e sostenibilità

Il piano di welfare aziendale è lo strumento ideale per agevolare la work-life balance e generare impatto sociale. Ecco come le imprese lungimiranti sostengono i dipendenti e lo sviluppo territoriale.

Il Welfare Index PMI 2024 promosso da Generali con SME EnterPRIZE e patrocinato dal Consiglio dei Ministri, rileva un crescente interesse da parte delle PMI italiane verso il tema del welfare, che viene visto sempre di più come strumento prezioso per agevolare la work-life balance dei collaboratori e generare impatto sociale ad ampio spettro.

Sono infatti oltre il 68% quelle italiane che superano il livello base e raddoppia il numero di Pmi con livello “molto alto” e “alto”: passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. Ma raddoppiano anche le microimprese (da 6 a 9 addetti) con un livello elevato di welfare che passano dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022.

Questo incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale, incoraggiando le aziende, anche le più piccole, a impegnarsi a propria volta a sostegno delle famiglie. Ma in cosa consiste una politica di welfare lungimirante?

 

Welfare aziendale: vantaggi a tutti i livelli

 

Il welfare contribuisce all’aumento di produttività e fatturato: l’analisi del rapporto Welfare Index Pmi di Generali mostra che le imprese con un welfare più evoluto ottengono performance di produttività decisamente superiori alla media e crescono molto più velocemente nei risultati economici e nell’occupazione.

 

Nel 2021 l’utile sul fatturato delle aziende con livello di welfare molto alto è stato doppio rispetto a quello delle aziende a livello base: 6,7% contro 3,7%. Lo stesso per gli indici di redditività, che hanno seguito la stessa dinamica.

 

Ma cos’è un piano di welfare aziendale?

 

Con piano di welfare aziendale si intende l’insieme di tutte quelle prestazioni non monetarie, in termini di bonus e servizi, messe in atto dal datore di lavoro a sostegno del lavoratore in aggiunta alla classica retribuzione. Erogati in forma di agevolazioni e rimborsi, i Flexible Benefits tipici del piano welfare agevolano la riduzione del cuneo fiscale sia per il dipendente che per l’azienda, incidendo su fattori come benessere organizzativo e conciliazione famiglia-lavoro, con benefici misurabili sulla produttività aziendale.

 

Il piano di welfare aziendale sostiene svariati servizi, tra cui:

 

  • Sconti, promozioni, convenzioni per l’accesso a beni e servizi
  • Servizi alla famiglia: asilo, mutui, previdenza, istruzione
  • Servizi alla persona: cultura, formazione, sport e benessere, shopping, buoni benzina, divertimento

 

Il dipendente beneficia quindi di molti vantaggi, tra cui: incremento del potere d’acquisto, agevolazioni fiscali e retributive, aumento della work-life balance, miglioramento del clima aziendale e della motivazione, benessere familiare a tutto tondo. Dal punto di vista dell’azienda, invece, adottare un piano di welfare strutturato permette di contenere i costi del lavoro, contare sull’aumento della produttività e sulla qualità del lavoro, diminuire i casi di turnover e assenteismo, aumentare l’Employer Branding.

 

Come implementare il piano welfare step-by-step

 

Per esprimersi al massimo delle sue potenzialità, un piano welfare efficace deve essere strutturato secondo quattro principi:

 

  1. Analisi del contesto: tipologia dell’impresa, dimensione, locazione, accordi sindacali, previsioni contrattuali nazionali (es. misure obbligatorie per CCNL), ecc.
  2. Comprensione delle reali esigenze della popolazione aziendale: è di fondamentale importanza che i dipendenti e i collaboratori prendano parte al processo decisionale, scegliendo i loro desiderata attraverso un sondaggio interno.
  3. Personalizzazione: ciascun dipendente può comporsi il suo paniere di benefit secondo le sue esigenze, scegliendo tra quelli offerti dall’azienda e in base al suo budget di spesa. Un dipendente senza figli ha necessità diverse da un dipendente genitore o da un dipendente prossimo alla pensione.
  4. Piattaforma Cloud: ad oggi esistono diverse piattaforme che agevolano l’erogazione dei Flexible Benefit e gestiscono il conto welfare residuo. Il dipendente si collega con le sue credenziali e, entro un tempo stabilito, sceglie quale tipo di prestazioni usufruire.

 

Oltre il profitto: la responsabilità sociale d’impresa

 

Oggi più che mai la competitività tra le imprese è cresciuta per intensità e complessità, coinvolgendo aspetti che intaccano la psicologia dell’animo umano oltre che focalizzarsi su dinamiche economiche e monetarie. In tutto ciò assume netta rilevanza il concetto di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI).

 

Attraverso lo strumento del welfare, l’azienda diventa promotrice dello sviluppo sinergico di un territorio. Attivare un piano aziendale di welfare orientato alla sostenibilità significa non solo sostenere le persone, aumentando sostanzialmente il loro potere di spesa, ma anche scegliere realtà locali (asili privati, palestre, servizi alla persona, studi medici, artigianato ecc.) come partner del progetto, secondo una logica di cooperazione multilivello. Ecco che innescare questo circolo virtuoso mette in moto un sistema che punta al benessere della collettività inteso come migliore qualità di vita, per tutti a tutti i livelli.

 

Le Pmi italiane stanno chiaramente dimostrando che il benessere dei dipendenti è una leva strategica essenziale, non solo per il successo economico, ma anche per il benessere sociale delle comunità. Con un’adozione più rapida e generosa dei programmi di welfare rispetto alle grandi aziende, le Pmi contribuiscono significativamente alla crescita sostenibile e al rafforzamento della resilienza comunitaria, stabilendo nuovi standard di cura e supporto nei luoghi di lavoro. Un approccio che non aumenta solo produttività e redditività, ma che rinnova anche il tessuto sociale del territorio.

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